Le microplastiche rappresentano una delle priorità ambientali più significative del nostro tempo, influenzando la salute degli ecosistemi e la percezione dei consumatori. La ricerca scientifica, ampiamente documentata (con oltre 7.000 studi recenti a supporto), ha confermato la loro onnipresenza nell’ambiente e nella catena alimentare, evidenziando la necessità di agire rapidamente.
Queste evidenze hanno spinto l’Europa a trasformare il quadro normativo in un sistema di gestione del rischio più strutturato e severo. Il Regolamento REACH, attraverso la Restrizione 78 (introdotta dal Regolamento UE 2023/2055), impone ora obblighi chiari e imminenti per le aziende che producono, importano o utilizzano microplastiche intenzionalmente aggiunte.
Questa evoluzione normativa non è solo un onere ma va vista come un’opportunità concreta per stimolare l’innovazione, rafforzando al contempo la credibilità e la responsabilità sociale dell’azienda.
In questo approfondimento, analizziamo il panorama regolatorio aggiornato, le nuove scadenze di reporting e l’importanza critica di un supporto tecnico-regolatorio specializzato, essenziale per gestire il rischio normativo e raggiungere la corretta implementazione di obblighi e requisiti in modo efficiente.
Cosa Sono le Microplastiche e Perché Sono Ovunque
Per microplastiche (MP) si intendono particelle di polimero plastico con dimensioni inferiori ai 5 millimetri. Una preoccupazione ancora maggiore è data dalle nanoplastiche, invisibili a occhio nudo, con dimensioni inferiori a 100 μm, capaci di attraversare le barriere protettive del nostro organismo, inclusi cervello e placenta.
Le MP si dividono in:
- MP Primarie: Rilasciate direttamente nell’ambiente (es. microsfere nei cosmetici, fibre sintetiche rilasciate dal lavaggio di capi d’abbigliamento, usura dei pneumatici).
- MP Secondarie: Derivate dalla frammentazione di oggetti di plastica più grandi, che costituiscono la maggior parte (fino all’81%) dell’inquinamento plastico negli oceani.
La loro resistenza alla biodegradazione le rende persistenti in ogni matrice ambientale: aria, suolo, acqua potabile e, di conseguenza, nella catena alimentare. Recenti studi italiani hanno confermato la loro presenza anche in prodotti di largo consumo come i formaggi, evidenziando quanto il problema sia ormai prossimo al nostro piatto.
Obblighi di Reporting e Gestione dei Pellet (Reg. 2025/2365)
L’Unione Europea ha intrapreso un percorso deciso per limitare la dispersione delle microplastiche intenzionalmente aggiunte ai prodotti (come previsto dalla restrizione REACH). Oltre ai divieti graduali, l’attenzione si sposta ora sulla trasparenza e sulla responsabilità dei produttori.
La Scadenza del Reporting (ECHA)
Il punto cruciale per molte aziende è l’imminente obbligo di Reporting Annuale per le microplastiche intenzionalmente aggiunte:
- Inizio: L’obbligo di segnalazione dei dati ambientali raccolti nell’anno solare 2025 avrà inizio a partire dal 31 Maggio 2026.
- Piattaforma: La segnalazione dovrà avvenire attraverso la piattaforma ECHA EucLID.
- Cosa segnalare: Le aziende devono comunicare l’identità del polimero, la quantità stimata rilasciata nell’ambiente e le eventuali deroghe applicabili.
Parallelamente, il Regolamento (UE) 2025/2365 stabilisce obblighi vincolanti per gli operatori economici al fine di prevenire e contenere la dispersione dei pellet di plastica in tutte le fasi della catena di approvvigionamento, riducendo l’inquinamento da microplastiche. Le disposizioni entreranno in vigore a scadenze successive a partire dal 16 dicembre 2025, con le principali scadenze di adeguamento previste per il 17 dicembre 2027.
REACH e Microplastiche: Classificazione e Rilevamento per la Conformità
Per adempiere correttamente agli obblighi REACH relativi alle microplastiche, è essenziale affrontare due livelli di complessità interconnessi:
- La Corretta Classificazione Normativa: Il primo passo cruciale è determinare se una sostanza rientra nella definizione REACH di polimero e, di conseguenza, nella definizione di microplastica soggetta a restrizione, come stabilito dal Regolamento (UE) 2023/2055 (che ha introdotto la restrizione 78 nell’Allegato XVII). L’applicazione di questi criteri decisionali è complessa e richiede una profonda competenza tecnico-regolatoria.
- L’Analisi e la Caratterizzazione del Materiale: Oltre alla classificazione, è indispensabile procedere all’analisi per la quantificazione e l’identificazione della composizione chimica delle microplastiche e nanoplastiche. Questo processo richiede strumentazioni e metodologie avanzate. La conoscenza precisa della composizione chimica dei polimeri è fondamentale per l’elaborazione di strategie di mitigazione mirate ed efficaci, in linea con gli obiettivi di protezione ambientale del Regolamento 2023/2055.
La complessità delle scadenze imminenti richiede una pianificazione tempestiva: mappare i propri polimeri e implementare sistemi di monitoraggio accurati è il primo passo fondamentale per gestire con successo questa transizione.


